25th October, ATP Music Club

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L’ultima data del 2019 è stato un ritornare in uno spazio splendido, uno degli ultimi luoghi dove si osa la musica più avanguardista e indipendente.

Ora torniamo nel silenzio produttivo della sala prove e delle serate tranquille, dove non esiste l’orologio e si ragiona della vita, della morte e del futuro. Per un 2020 coinvolgente.

Our last date of 2019 was a return to a splendid space, one of the last places where is daring the most avant-garde and independent music.

Now let’s return to the productive silence of the rehearsal room and of the quiet evenings, where the clock doen’t exist and we can reason about life, death and the future. For a 2020 full of art.

Pics by Alessandro Brescancin.
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Can music be part of the answer?

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Viviamo una certa inquietudine. Da sempre.
Sfruttiamo la musica anche per cercare uno sfogo, una terapia.

Negli ultimi mesi, vivendo in Italia, l’inquietudine è aumentata, abbiamo raggiunto livelli di disumanità inaccettabili. Le nostre coscienze ci impediscono di tacere certi soprusi e torture verso persone che cercano solo un briciolo della nostra libertà.
Il governo italiano, da giorni, sta violando qualsiasi etica, obbligando dei naufraghi a continuare a soffrire. Siamo arrivati al punto che, per poter scendere da una nave, è necessario essere malati, avere malattie infettive o, peggio, agire in modo autolesionista. Nel 2019, il governo italiano ha inventato una nuova forma di tortura.

E, assurdamente, come in un romanzo distopico di Orwell, il ministro dell’interno (o dell’inferno, come molti ormai lo definiscono) ha il coraggio di sostenere che Open Arms sta sequestrando persone su una loro nave. Un bispensiero che pervade i tifosi del ministro, persone che sovente scaricano la loro violenza e le loro frustrazioni contro i migranti e contro coloro che osano anche solo dire che i diritti umani sono inalienabili.

La nostra musica è fatta senza l’aiuto delle parole. Sono solo suoni. Ma i messaggi che vogliamo mandare sono chiari, per chi ha orecchie attente: ogni singola nota, ogni timpano percosso, ogni silenzio… è tutto volto a toccare corde che muovano le nostre emozioni e pensieri migliori. Musica e suoni che stimolano consapevolezza ed empatia verso storie di dolore per cercare di rimarginare ferite. Non servono parole per comprendere quanto sia importante allontanarsi dal male.

Anche per questo suoneremo convintamente e con il massimo volume possibile contro la disumanità fatta legge, la disumanità che è diventata norma nella vita di troppi. Evidentemente, il ricordo della prima metà del secolo scorso è ormai troppo sbiadito per loro.
Allora facciamogli vedere e sentire il presente. Le urla di chi chiede aiuto non possono rimanere inascoltate.

We are experiencing a certain unease. Always.
We also use music to look for a relief, a therapy.

In recent months, living in Italy, anxiety has increased, we’ve reached unacceptable levels of inhumanity. Our consciences prevent us from being silent about certain abuses and tortures towards people who seek only an inch of our chances.
The Italian government has been violating any ethics for days, keeping shipwrecked people to suffer. Now, in order to get off a ship, you need to be sick, have infectious diseases or, worse, act in a self-defeating way. In 2019, the Italian government invented a new form of torture.

And, absurdly, like an Orwell’s dystopic novel, the interior minister (or hell – “inferno” in Italian –  as many now call him) tries to argue that Open Arms is kidnapping people on their ship. A doublethinking that pervades the minister’s supporters, people who often discharge their violence and their frustrations against migrants and against those who even dare to say that human rights are inalienable.

Our music is made without the help of words. They are just sounds. But the messages we want to send are clear, for those who have open ears: every single note, every drum percussion, every silence… is all aimed at touching strings that move our best emotions and thoughts. Music and sounds that arise from pain to try to heal wounds. No words are needed to understand that we must stay far away from the evil.

Also for this reason we will play with conviction and with the maximum possible volume against the inhumanity made the law, the inhumanity that has become normality in the life of too many. Evidently, the memory of the first half of the last century is now too faded for them.
Then let’s see and hear the present. The screams of those who ask for help cannot remain unheard.