25th October, ATP Music Club

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L’ultima data del 2019 è stato un ritornare in uno spazio splendido, uno degli ultimi luoghi dove si osa la musica più avanguardista e indipendente.

Ora torniamo nel silenzio produttivo della sala prove e delle serate tranquille, dove non esiste l’orologio e si ragiona della vita, della morte e del futuro. Per un 2020 coinvolgente.

Our last date of 2019 was a return to a splendid space, one of the last places where is daring the most avant-garde and independent music.

Now let’s return to the productive silence of the rehearsal room and of the quiet evenings, where the clock doen’t exist and we can reason about life, death and the future. For a 2020 full of art.

Pics by Alessandro Brescancin.
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1st December: stop AIDS!

U = U
Undetectable equals Untransmittable

Sono passati 35 anni da quando si è scoperta la correlazione causale tra virus HIV e la malattia AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita).
La storia di questa malattia letale è costellata da innumerevoli successi: dopo le prime terapie, si è arrivati alla terapia antiretrovirale ad alta efficacia, poi alle terapie di nuova generazione. Oggi, in Occidente, acquisire il virus HIV non è più una condanna: la vita può continuare normalmente, grazie a farmaci innovativi e con pochissimi effetti secondari.
Non abbiamo un vaccino, vero. Ma negli ultimi 10 anni sono stati fatti ulteriori passi avanti, grazie alla ricerca scientifica e farmaceutica:

  • il più importante in assoluto, è la scoperta che le persone che usano correttamente le terapie, così da riuscire ad azzerare la quantità di virus nel sangue, non possono trasmettere l’infezione attraverso i rapporti sessuali (U = U);
  • la seconda più importante è la PrEP, cioè la “profilassi pre-esposizione”: le persone che si espongono al rischio di acquisire l’HIV possono accedere a una determinata terapia antiretrovirale, così da ridurre praticamente a zero le possibilità di incontrare il virus. La PrEP ha una efficacia pressoché identica a un ottimo vaccino.

Tuttavia, i passi da fare sono ancora tantissimi, in particolare è necessario mantenere elevata l’attenzione dei più giovani e spingere tutti a fare un test di screening per HIV: troppe persone non sanno di avere acquisito il virus e, senza le adeguate terapie, possono perpetuare l’epidemia e mettono in pericolo la propria vita.

Se non avete mai eseguito un test HIV, oggi è la giornata ideale per aggiungerlo ai propositi della settimana: il test è gratuito in tutti i centri di Malattie Infettive.

PS: non dovete credere a quegli stronzi dei negazionisti dell’HIV/AIDS. A causa loro, troppe persone non hanno avuto accesso alle terapie antiretrovirali e sono morte.
PPS: al momento, non abbiamo preservativi da vendere con il nostro merchandise, ma chissà che un giorno…

Italian Government sucks!

E niente, alla fine il governo italiano ha cambiato parte politica, ma non politiche. Gli accordi con il “governo” libico sono rimasti invariati: il governo italiano ha deciso che i diritti umani sono superflui, che è possibile seviziare, stuprare, uccidere. L’importante è che ciò avvenga sul suolo libico.

Noi abbiamo conosciuto qualcuno che è passato dai campi libici, in particolare S ha avuto possibilità di prendersene cura per qualche tempo.

Qualche anno fa, un ragazzo del Gambia è stato ricoverato per una tubercolosi polmonare. Era in isolamento. in genere, quando le persone stanno in isolamento, sfruttano il momento della visita medica per parlare. Lui no. Lui rispondeva a monosillabi, la visita medica quotidiana sembrava una scocciatura.

Dopo 2 settimane così, finalmente risponde a qualche domanda in più. Giocava a calcio, diceva di essere stato in nazionale in Gambia.
Un giorno, gli chiedo una cosa che mi aveva incuriosito fin da subito: aveva delle cicatrici quadrate sulla schiena e non capivamo perché.
“No man, I don’t wanna talk”
Passa un’altra settimana. E stavolta me lo dice: nel campo in Libia dove è stato rinchiuso per quasi un anno, c’era una guardia che, senza motivo, ogni tanto li picchiava con un martello. O uccideva con il martello.
Quel giorno mi raccontò del perché lui e sua sorella, orfani, scapparono dal Gambia e vennero raccolti dai trafficanti di esseri umani. Mi raccontò che tentarono una prima traversata, ma naufragarono molto presto. Lei morì, lui fu raccolto dalla guardia costiera libica e incarcerato in un campo.
Riuscì a prendere di nuovo il mare dopo che il lager fu abbandonato dalle guardie.
Arrivò in Italia, con la speranza di poter dimostrare il suo talento.

Il governo italiano è stato complice di quelle sevizie. E continua a essere complice di chissà quali altre sevizie, stupri e assassinii.

L’umanità è la nostra legge

Don’t bomb, just Love

La guerra civile siriana è iniziata 8 anni fa.

È una guerra complessa, con tanti fronti aperti e tantissimi attori in campo. Eserciti piccoli e grandi che si contendono il controllo di città e regioni. Alleanze che quasi si fatica a contare, che cambiano a seconda della convenienza momentanea.

La guerra in Siria è un casino.

La guerra è guerra. E la guerra fa schifo. Sempre.

Piangono sempre i più deboli, i più indifesi.

Non abbiamo le competenze, e forse nemmeno l’intelligenza, per capire se ha senso schierarsi. E, soprattutto, con chi.
Crediamo che i popoli abbiano diritto di autodeterminarsi, di vivere in pace e poter prosperare senza la minaccia di essere bombardati.

Il messaggio che vorremmo lanciare a tutti è, probabilmente, un po’ semplice. Ma non per questo è banale, visto che le guerre continuano a essere presenti su questo bruciante Pianeta.

Don’t bomb, just love